Inutile dirlo, quest’anno di pandemia ha avuto un grande impatto sulle abitudini e i comportamenti di tutte le persone. Ma in che modo tali cambiamenti hanno impattato sul modo in cui le persone acquistano?  

Due sono i cambiamenti che hanno avuto un impatto determinante sul comportamento dei consumatori: da un lato il fatto che le persone passano la maggior parte del loro tempo in casa, uscendo ed interagendo poco con il mondo esterno, dall’altro gli effetti sulla situazione economica della pandemia e di conseguenza il calo della possibilità di spesa.

Il secondo punto ha portato le persone a scegliere di spendere principalmente per l’alimentazione e tutto ciò che riguarda la casa, soprattutto in Italia.

Il primo punto ha portato, d’altro canto, ad un incremento netto dell’utilizzo del digitale. Basti pensare che una piattaforma come Disney+ in poco più di un anno ha ottenuto un numero di abbonati pari alla metà di Netflix, considerando però che Netflix esiste da 13 anni .

 

Le nuove abitudini del consumatore da casa

Abbiamo tutti visto su noi stessi quanto le nostre abitudini siano cambiate e siano legate alle attività da fare in casa, proprio per questo motivo l’acquisto di servizi quali nuove forme di intrattenimento e wellness – quindi streaming e wellness app  – è aumentato a discapito di altre cose.

Secondo alcune survey somministrate da McKinsey il 29% ha acquistato beni e servizi per utilizzare gli spazi domestici in modo differente. Inoltre, il 70% dei consumatori ha modificato il modo in cui acquista ed anche i brand che segue.

Comparati ad altri paesi, gli italiani sono tra i meno ottimisti circa il miglioramento delle condizioni economiche, solo il 17% si considera tale, contro il 41% degli Stati Uniti o il 30% del Regno Unito.

A fine marzo 2021 emergeva quanto i consumatori italiani sono ancora trattenuti nello spendere, anche se meno rispetto all’autunno.

 

L’omnichannel è diventato un must

Sempre secondo la ricerca di McKinsey, a fine febbraio il 92% dei rispondenti hanno affermato di voler continuare ad acquistare online anche quando non vi saranno più restrizioni. Il 50% dei rispondenti che utilizza il delivery dei ristoranti è intenzionato a continuare in tal senso e il 45% intende continuare con l’uso del delivery per gli alimentari.

La tecnologia contribuisce a rendere i consumatori più consapevoli, in grado di reperire molte più informazioni circa quello che vogliono acquistare, decidendo quindi in autonomia, senza dover passare necessariamente per il confronto con qualcuno.  

L’omnichannel è diventato così necessario, e questo non riguarda ormai più solo il B2C bensì anche il B2B. Chi acquista, in entrambi i casi, vuole farlo in tutti i modi possibili, in presenza, da remoto, tramite e-commerce, grazie a strumenti digitali interattivi e self-service. 

La pandemia ha quindi accelerato la diffusione dell’omnichannel anche per il B2B sales, ma possiamo affermare che è una tendenza destinata a rimanere: “8 leader su 10 ritiene l’omnichannel più efficace dei metodi tradizionali, ed è un sentimento che è aumentato durante l’ultimo anno, passando dal 54% all’inizio della pandemia all’83% a febbraio del 2021”, in Italia il 63% in più dei rispondenti lo ritiene importante.

Anche se la speranza è di ritornare ad avere relazioni fisiche vicine all’inizio del 2022, gli intervistati non pensano che si tornerà a fare attività di vendita in presenza.

Per permettere tutto questo, vanno superati tutti i limiti dell’omnichannel e innovare le loro modalità di vendita ad una velocità mai vista se le aziende vogliono crescere.  

 

Take Away

  • I comportamenti e le abitudini dei consumatori sono cambiati durante quest’anno di pandemia, e tutte le aziende, siano esse B2C o B2B devono tenere in conto questi cambiamenti
  • Le persone hanno speso tendenzialmente meno o in maniera più focalizzata su beni e servizi per la casa, sebbene in primavera vi sia stata una lieve ripresa
  • L’acquisto online ha visto una forte crescita che spinge tutte le aziende a fare i conti con l’omnichannel