Riceviamo chiamate, messaggi, email da smaltire, passiamo da un task all’altro nel giro di pochi minuti, per poi ritornare su quello precedente, e a lungo andare tutto questo rischia di farci diventare meno efficaci.

Il cervello umano, essendo un muscolo, va infatti allenato. La sua neuroplasticità fa sì che si abitua facilmente ad un modo di agire cognitivo, per cui meno facciamo una cosa e meno la faremo, meno siamo abituati a rimanere focalizzati meno saremo in grado di farlo.

Cosa ci impedisce di rimanere concentrati?

Uno degli elementi che nel tempo va a deteriorare la nostra capacità di attenzione è il multitasking, o più correttamente lo switch-tasking. Ci siamo convinti che il multitasking sia una virtù e l’abbiamo inneggiato e definito un’enorme capacità (spesso tutta al femminile), abituandoci a passare da un task all’altro, da un progetto all’altro, da un cliente all’altro. Quello che non abbiamo colto è che ogni volta che lo facciamo stiamo impedendo a noi stessi di concentrarci realmente su qualcosa.

Anche gli strumenti tecnologici rendono più complessa la capacità di concentrazione. Questi, infatti, da un lato ci consentono di risolvere molte problematiche e bisogni, ma allo stesso tempo creano nuove dipendenze da contenuti e notifiche che alimentano la nostra capacità di distrazione interna.

Infine, a tutto questo si unisce la condizione tutta nuova di smartworking in cui molti di noi stanno lavorando, soprattutto in quelle situazioni in cui vi sono bambini o altri familiari di cui prendersi cura.

Per questo motivo nascono realtà focalizzate proprio su questi temi in Italia, come Smartbreak , che unisce i temi legati alla tecnologia e alla psicologia, spronando a creare delle abitudini sane e produttive.

Come possiamo ispirare e aiutare le persone che fanno parte del nostro team a concentrarsi sulle attività principali ed avere così un impatto positivo sul lavoro? Come possiamo spronarli a rigenerare la loro l’attenzione? Quali sono i consigli che possiamo dare, oltre ad applicarli a noi stessi?

Organizzare il tempo nel modo giusto

Per focalizzarci meglio possiamo organizzare il tempo delimitando i momenti di distrazione e quelli di focalizzazione. Ad esempio, possiamo decidere di leggere e smaltire le email solo in alcuni momenti della giornata, evitando di rispondere ogni volta che ci arriva qualcosa di nuovo e quindi evitando di interrompere quello che stiamo facendo.

Stessa cosa possiamo dirla per quanto riguarda l’utilizzo dei social network. Possiamo decidere di utilizzarli in alcuni momenti della giornata, e di silenziare le notifiche mentre stiamo lavorando. Qui vi sono alcune app utili.

Allo stesso modo possiamo decidere di fare del lavoro focalizzato in un determinato momento della giornata, ad esempio la mattina, e interromperemo tutte le altre attività.

Infine, bisognerebbe dare un limite alle ore passate in conference call, che ugualmente è un’attività che richiede un certo sforzo cognitivo.

Stimolare il cervello

Il neuroscenziato Adam Gazzaley ci parla di attività che vanno a stimolare il cervello. Innanzitutto, la lettura profonda, di libri che ci piacciono, che ci stimolano, poichè ci permette di allenare il cervello ad un’attività di concentrazione. A questo possiamo aggiungere la meditazione, che è esercizio mentale, o anche gli esercizi fisici stessi, o ancora passeggiare nella natura. Non a caso avere delle piante nell’ambiente lavorativo aiuta a concentrarsi (puoi leggere qui un articolo su come organizzare il proprio ufficio a casa).

Cambiare alcuni comportamenti dannosi

Di questo tema fa parte l’evitare il multitasking, e il prendere coscienza degli atteggiamenti che ci impediscono di rimanere concentrati, notare e annotarsi i momenti in cui ci distraiamo e quanto spesso lo facciamo.

E poi importante imparare a staccarsi dal proprio computer e fare delle pause regolarmente per qualche minuto e fare qualcosa che invece ci dà energia, per ritornare più focalizzati, piccoli movimenti, mangiare un frutto, prendersi il tempo per staccare.

Per quanti lavorano da casa non ci sono più quei momenti di chiacchiera e caffè con i colleghi, ma può essere utile prenderseli ugualmente questi minuti, trovare il modo per spendere del tempo con i colleghi anche da remoto e riproporre la stessa chiacchierata in maniera digitale.

Anche utilizzare il tempo della pausa pranzo nel modo giusto ci aiuta, pranzando in un altro spazio che non sia il tavolo in cui si lavora, oppure approfittarne per fare dell’esercizio fisico.

Infine, per concentrarci possiamo definire i nostri obiettivi e renderli più piccoli, spezzettarli, così da raggiungere dei piccoli obiettivi di volta in volta.

Takeaway:

  • Il digitale e lo smartworking ci pongono delle riflessioni su quanto riusciamo davvero a concentrarci
  • I manager possono incidere sulla cultura aziendale e il modo in cui tutti lavorano
  • Vi sono alcune azioni che possiamo fare per incidere sulla nostra capacità di concentrazione, ad es. organizzando il tempo in maniera differente, stimolando il cervello per rigenerarsi e riabituarsi alla concentrazione, cambiando una serie di atteggiamenti che ci aiutano a migliorare la qualità del nostro lavoro