Gianluca Cagiano, classe 1974 imprenditore appassionato di tecnologia, insieme ad un team di sette persone, nel 2008 ha dato vita ad Apparound: una realtà cresciuta negli anni fino a diventare un’azienda di successo in cui oggi lavorano oltre 90 persone.

Il suo spirito imprenditoriale ha attirato recentemente l’attenzione del Politecnico di Milano, che ha richiesto il contributo di Gianluca per supportare con un’intervista un progetto di un gruppo di lavoro composto da sei studenti, guidati dal Professor Emilio Bellini, docente al corso di Leadership&Innovation per la laurea magistrale in Management Engineering. L’obiettivo dell’intervista e del progetto è stato quello di tracciare il profilo di un leader innovativo, quale è il CEO&Founder di Apparound, analizzandone la personalità e le competenze in ambito lavorativo.

Ecco un estratto dell’intervista dove Gianluca Cagiano racconta le sfide affrontate negli anni e la sua opinione su innovazione e leadership.

Basandoti sulla tua esperienza, sei partito da una start-up e l’hai fatta crescere, come sei diventato un leader e come pensi debba essere il profilo ideale di un leader?

Per prima cosa, ritengo che la leadership non sia un qualcosa che abbiamo già nel nostro dna, ci sono corsi che ti insegnano a diventarlo, ma non ci si può limitare a questo. Per quanto mi riguarda parte tutto dal senso di responsabilità che ti rende partecipe di qualcosa, di un’idea ad esempio o di un progetto che vuoi far crescere. Devi sentirti motivato e spinto a raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissato, pianificando tutti i passi necessari per concretizzare quell’idea o quel progetto.

È un percorso molto lungo, nella mia esperienza non è stato facile raggiungere gli obiettivi: bisogna motivare i tuoi collaboratori così che possano seguirti per ottenere insieme i risultati.

Passione, senso di responsabilità ed una buona e costante comunicazione devono essere la base dalla quale partire.

Un buon leader deve essere inoltre capace di comunicare, specialmente nei momenti di incertezza e deve monitorare e discutere con il proprio team le strategie da seguire per ottenere i risultati stabiliti. Le persone devono essere poi spronate, dando loro obiettivi raggiungibili, sfidanti, responsabilità e strumenti per portare al termine task con livelli di autonomia via via crescenti.

Questo può aiutare a scrivere una storia di successo. Non bisogna mai dimenticare che siamo un team, si vince e si perde insieme.

Innovation e leadership: qual è il ruolo di un leader nell’innovazione

Innovare significa spesso creare qualcosa di nuovo, qualcosa che non esiste e non è mai esistito: quindi, un buon leader deve avere chiaro in mente la vision e come poterla realizzare nel futuro. Ancora più importante è condividere la vision con le altre persone per capire ad esempio l’impatto che può avere la tua idea nella community.

Credo che uno dei compiti più importanti sia quello di coinvolgere i collaboratori, motivandoli e riconoscendo loro il lavoro svolto. Lavorare insieme sui progetti e riconoscere il successo a tutto il team, ritengo sia un elemento di estrema rilevanza.

Lavorare insieme per qualcosa che ancora non esiste può risultare più complicato, richiede molto tempo e c’è il rischio, anzi la certezza, di incontrare ostacoli durante il percorso. Non è facile, ma insieme diventa una sfida più stimolante, che una volta superata porta grandi soddisfazioni. Come mi piace dire: “non è facile ma ne vale la pena”.

E visto che parliamo di sfide, qual è la sfida più dura che ha un leader?

Penso che come leader tu debba essere responsabile per le tue persone, sei un role model, quindi è molto importante continuare a motivare i collaboratori e ingaggiarli con un approccio positivo. Questo perché per raggiungere l’obiettivo c’è una cosa che spesso ricorre: i cambiamenti. Cambiare in corsa non è mai una cosa facile, perché devi mettere in discussione tutto quello che hai fatto fino ad allora, devi pensare “out of the box” per trovare nuove soluzioni e non sai se le modifiche fatte ti porteranno al successo o meno. Tuttavia, non dobbiamo aver paura dei cambiamenti né di un possibile fallimento, perché anche quest’ultimo fa parte della crescita di un leader.

Per chiudere, quali suggerimenti daresti ai leader di domani?

Sono sicuro che ogni leader ha la sua personalità e credo che ciascuno voglia arrivare ad essere una persona di successo condividendo le proprie conquiste con le persone con cui lavora.

Per il futuro raccomanderei alle persone di essere coraggiose e rispettose, di non avere paura delle sfide che devono essere affrontate al meglio e di non temere il cambiamento, che è l’unica cosa certa della vita.

Auguro, infine, ai futuri leader un grande in bocca al lupo affinchè possano vedere realizzati i loro sogni e desideri futuri.